Lo scandalo di corruzione del sindacato americano UAW: la questione dei comitati di lavoratori

Joe Kishore
30 gennaio 2018

Questo articolo è stato precedentemente pubblicato in inglese il 26 gennaio 2018

Funzionari del sindacato automobilistico americano United Auto Workers (UAW) hanno accettato pagamenti di oltre $ 1.5 milioni da Fiat Chrysler (FCA) in cambio dell’inserimento di clausole pro-azienda nei contratti sindacali, stando a quanto emerso da una richiesta di patteggiamento depositata nella corte federale lunedì 22 gennaio.

Il patteggiamento del capo negoziatore della FCA, Alphons Iacobelli, per la prima volta rende esplicito che i suoi pagamenti ai funzionari della UAW, tra cui l’ex vice presidente della UAW responsabile delle trattative con la società, General Holiefield, sono stati fatti “per ottenere benefici, concessioni e vantaggi per la FCA nella negoziazione, implementazione e amministrazione” dei contratti tra il 2009 e il 2015.

Gli operai dovrebbero considerare questi contratti non solo con FCA, ma anche con Ford e GM, nulli. Sono il prodotto di una frode e non hanno alcuna legittimità legale.

Lo scandalo sta coinvolgendo un numero crescente di alti funzionari e associati della UAW, tra cui Holiefield (che morì nel 2015); sua moglie, Monica Morgan, che dovrebbe dichiararsi colpevole; e il vicedirettore della UAW Virdell King, dichiaratosi colpevole lo scorso agosto. Altri tre funzionari sono elencati nel patteggiamento di Iacobelli ma solo come “Ufficiale UAW-2, Ufficiale UAW-3 e Ufficiale UAW-4”. Il documento afferma inoltre che “altri funzionari della UAW” sono stati coinvolti. È noto che l’ex vicepresidente della UAW per la FCA, Norwood Jewell, ha ricevuto regali con il denaro rubato dai fondi dei corsi di formazione gestiti dalla UAW stessa.

Tra le nuove rivelazioni incluse nel patteggiamento di Iacobelli c’è il fatto che nel febbraio 2015, prima delle negoziazioni contrattuali del 2015, si è accordato con l’Ufficiale UAW-4 per effettuare pagamenti di $ 50.000 a funzionari UAW selezionati in modo da nasconderli dai lavoratori.

Lo scandalo è la prova inconfutabile che la UAW è un sindacato corporativo pro-business, non un’organizzazione dei lavoratori. Serve a imporre disciplina sul lavoro, concessioni pro-azienda e ad isolare le lotte dei lavoratori. Per questo, gli individui che controllano l’organizzazione sono generosamente ricompensati, oltre ai loro lauti stipendi e spese, sotto forma di tangenti, posizioni nei consigli di amministrazione delle UAW e controllo dei fondi sanitari e pensionistici.

Il periodo coperto dallo scandalo sulla corruzione di Iacobelli è particolarmente significativo. Nel 2009, un anno dopo il crollo finanziario del 2008, l’industria automobilistica è stata ristrutturata sotto la direzione dell’amministrazione Obama. La cosiddetta Auto Task Force di Obama, guidata dagli agenti di Wall Street e lavorando a stretto contatto con la UAW, ha organizzato la “bancarotta gestita” di GM e Chrysler, eliminando decine di migliaia di posti di lavoro e imponendo contratti che hanno ridotto le protezioni sanitarie, dimezzato la paga di tutti i nuovi assunti e ampliato enormemente l’uso di lavoratori a basso reddito e di secondo livello.

Chrysler è emersa dalla bancarotta attraverso un piano di investimento congiunto che coinvolge la Fiat, la UAW e i governi statunitense e canadese. Ciò è stato seguito da contratti di concessione nel 2011 in tutte e tre le grandi società automobilistiche con sede negli Stati Uniti che hanno mantenuto la crescita del costo del lavoro ai minimi storici e creato le condizioni per ulteriori ristrutturazioni e tagli di posti di lavoro.

Nel 2015, la UAW ha scelto FCA per definire il modello dei nuovi accordi per i lavoratori delle tre grandi società (FCA, General Motors e Ford), una decisione che ha colto di sorpresa gli analisti del settore. La stretta e corrotta relazione tra i dirigenti della UAW e i funzionari della FCA ha senza dubbio giocato un ruolo in questa decisione.

L’accordo pregno di corruzione raggiunto dalla UAW ha incontrato un’enorme opposizione da parte dei lavoratori del settore automobilistico. I lavoratori della FCA hanno respinto il contratto proposto dalla UAW - il primo rifiuto di un contratto nazionale UAW dal 1982. La UAW ha poi lanciato un secondo accordo leggermente riformulato da FCA, e ha seguito l’esempio di GM e Ford, usando una combinazione di menzogne, violazioni della costituzione sindacale (compreso il capovolgimento di un voto di “no” da parte di lavoratori qualificati specializzati in GM) e il ballottaggio. (I lavoratori della Ford sostengono che il sindacato ha riempito le urne per ottenere il voto finale di Ford di almeno il 51 percento di “sì").

L’Autoworker Newsletter del World Socialist Web Site ha svolto un ruolo di primo piano nell’organizzazione dell’opposizione all’accordo del 2015. I suoi articoli, che analizzano e si oppongono ai contratti, sono stati letti e condivisi da decine di migliaia di lavoratori, in particolare su Facebook. L’appello del WSWS, per la formazione di comitati di membri indipendenti e contrari alla UAW, ha ottenuto un forte riscontro.

Per questo motivo i reporter del WSWS sono stati attaccati dai funzionari della UAW e dai loro mercenari come “agitatori esterni” che stavano “creando” opposizione. Una società di relazioni pubbliche della UAW ha avviato una campagna denunciando i lavoratori che si rivolgevano ai social media per diffondere informazioni e organizzare l’opposizione, come promotori di “fake news”. Questa copertura fraudolenta alla repressione è utilizzata dalla classe dominante, che usa il pretesto delle “fake news” per censurare Internet, con l’obiettivo di sopprimere l’opposizione della classe lavoratrice in generale.

Nell’ottobre 2015, il consigliere capo della Metro Detroit AFL-CIO (confederazione sindacale americana), Bruce Miller, ha scritto una lettera attaccando il WSWS come “avvoltoi di sinistra vestiti in abiti rossi che predicano il loro amore per i lavoratori mentre difendono i loro nemici”. Miller ha continuato a scrivere che il WSWS “accusa la UAW di svendere i suoi membri con l’accordo contrattuale”.

Il fatto che la UAW abbia svenduto i suoi membri - letteralmente - è ora comprovato. Tutto ciò che il WSWS ha detto a proposito dei contratti e della UAW è corretto.

Lo scandalo della corruzione potrebbe - e dovrebbe - significare la fine della UAW come istituzione. È già profondamente odiata dai lavoratori. Nonostante i grandi sforzi del Partito Democratico e delle varie organizzazioni di pseudo-sinistra che operano alla periferia del Partito Democratico stesso e dei sindacati, la UAW è stata respinta dai lavoratori negli impianti automobilistici del Sud. Ora è esposta davanti all’intera classe lavoratrice come un’organizzazione corrotta e criminale.

La UAW, tuttavia, esprime solo il carattere anti-operaio dei sindacati, nazionalisti e filocapitalisti nel loro complesso. Negli ultimi quattro decenni, i sindacati hanno concentrato tutti i loro sforzi sulla soppressione della lotta di classe. Nel decennio tra il 2007 e il 2016, il numero di scioperi degni di nota è stato in media solo di 14 all’anno, il più basso da quando il Bureau of Labor Statistics (ufficio di statistica del lavoro americano) ha iniziato a raccogliere dati nel 1947. In altri paesi i sindacati hanno avuto un ruolo simile.

Cresce la rabbia della classe lavoratrice in tutto il mondo. Già quest’anno sono esplose proteste in Iran, Tunisia, Marocco, Germania, India e Grecia. L’anno scorso si è concluso con uno sciopero selvaggio da parte dei lavoratori della Ford in Romania.

La ribellione dei metalmeccanici nel 2015 ha dimostrato la rabbia dei lavoratori negli Stati Uniti e l’indebolimento della morsa della UAW. Queste tendenze si sono intensificate. L’amministrazione Trump, con la connivenza dei Democratici e la complicità dei sindacati, sta supervisionando un’ulteriore ridistribuzione della ricchezza a favore dei ricchi.

Il WSWS invita i lavoratori del settore automobilistico e di tutte le sezioni della classe lavoratrice a trarre le conclusioni necessarie dallo scandalo UAW. Invitiamo i lavoratori a formare comitati di base in ogni stabilimento e posto di lavoro per chiedere la revoca di tutti i contratti negoziati attraverso la frode e la corruzione.

Tali comitati creeranno le condizioni affinché i lavoratori possano rivendicare le loro richieste, compreso il ripristino di tutte le concessioni contrattuali, l’eliminazione del secondo e terzo livello, l’assunzione permanente di tutti i lavoratori temporanei, un aumento immediato dei salari per tutti i lavoratori e la fine della dittatura del management e del trattamento inumano e degradante dei lavoratori in catena di montaggio. Per essere efficaci e democratici, i comitati impediranno ai funzionari sindacali, così come impediscono a tutti gli agenti e le spie dell’azienda, di essere presenti alle loro riunioni e sulle pagine dei social media.

L’attività dei comitati di fabbrica deve essere connessa a richieste anticapitaliste, antimperialiste e socialiste, che affrontano i reali bisogni delle masse. Le grandi imprese, comprese le compagnie automobilistiche, devono essere trasformate in servizi pubblici e gestite in base al bisogno sociale, non al profitto privato.

I comitati indipendenti dei lavoratori, liberi dal controllo dei sindacati nazionalisti, creeranno le condizioni per unificare i lavoratori di tutto il mondo in una lotta comune.

Il WSWS e il Socialist Equality Party (Partito dell’Eguaglianza Socialista) faranno tutto il possibile per promuovere e assistere la creazione di organizzazioni indipendenti di lavoratori, unendo la crescita della lotta di classe a una prospettiva e un programma politico socialista.