Vertice delle Azzore: Bush Fissa la Scadenza per un’ Aggressione Americana Contro Irak

By Comunicato dal Comitato Editoriale
21 March 2003

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La riunione del vertice della scorsa domenica nell’Azzore fissa i preparativi per l’avvio di una azione militare americana contro l’Irak in questione di pochi giorni. Ci si aspetta che presidente Bush vada in televisione nazionale il lunedì notte per comunicare la decisione finale per la guerra. Aerei militari americani e 250,000 truppe sono pronti ad iniziare l’invasione e conquista del paese impoverito, con la probabile distruzione di decine di migliaia di vite innocenti.

Alla nuova conferenza dopo del vertice, Bush minacció apertamente la Francia ed altre nazioni europee, le quali oppongono l’adozione di una risoluzione di guerra dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Di nuovo disse che lunedí sará rappresentata “l’ora della veritá.” Questo potrá essere vero, ma non nel senso che Bush s’immagina.

L’amministrazione di Bush sta demolendo e ripudiando l’intera struttura delle relazioni internazionali del dopo Seconda Guerra Mondiale. Sta rivelando la vera faccia dell’imperalismo americano in una campagna avida e criminale per impossessarsi delle risorse petrolifere dell’Irak e stabilire una posizione dominante per gli Stati Uniti nel Golfo Persico.

La Casa Bianca ha impiegato piú volte le analoghi falsi degli anni del 1930 per giustificare la sua politica, paragonando ridicolamente l’Irak, un paese impoverito e debole, con la Germania nazista. C’é un parallelo con Hitler, ma implica Bush e non Saddam Hussein. Ancora una volta, come negli anni del 1930, il mondo fu sconcertato da spudorati atti dell’aggressione ed intimidazione di una maggiore potenza mondiale. Per questo motivo, dimostrazioni di protesta contro la campagna americana di guerra ebbero luogo praticamente in ogni capitale del mondo.

Il comunicato impartito da Bush, dal Primo ministro inglese Tony Blair, e dal capo del governo spagnolo José Marià Aznar, fece grandiose promesse di un roseo futuro per il popolo iracheno una volta che la loro nazione sia conquistata dagli Stati Uniti e, come un commentatore americano espresse, “Settanta anni di storia indipendente arriva ora ad un termine.” Il cinismo di queste promesse si puó giudicare dai tentativi dei tre che danno la colpa per la fame e l’impoverimento del popolo iracheno al governo iracheno—ma é invece la conseguenza di 12 anni di sanzioni economiche sostenute dagli Stati Uniti e dall’ONU.

Chi sono questi individui che affermano che questa missione porterá democrazia al Medio Oriente? Bush stesso non è un prodotto di un voto democratico, ma di una elezione rubata. Bush salí al potere attraverso l’intervento della Corte Suprema americana dopo aver perso il voto al suo opponente del Partito Democratico. Blair é il Primo ministro selezionato dal mogul della Media, Rupert Murdoch; Blair é odiato ed opposto nel suo stesso partito, e la sua politica di guerra disprezzata da una maggioranza schiacciante nella Gran Bretagna. Aznar, dirigente del partito dove il suo trascico risale dal dittatore fascista Francisco Franco, e come Blair, lui prese la decisione per una guerra nonostante la schiacciante opposizione del pubblico, sfidando la volontá democratica del popolo spagnolo.

Il luogo della conferenza—in una base aerea americana di una isola portoghese di Terceira, in mezzo all’oceano Atlantico—fu un’espressione dell’isolamento dell’amministrazione di Bush e del suo totale disprezzo per l’opinione pubblica. Il vertice non poteva avere luogo nelle capitali delle tre nazioni senza una generale mobilitazione militare. Doveva avere luogo in un isola, inaccessibile ai popoli delle nazioni coinvolte, evitando masse di proteste come il milione di persone che marciarono il giorno prima attraverso la capitale spagnola di Madrid. Comunque, pochi centinaia di persone si radunarono in Azzore al di fuori della base aerea Lajes per mostrare la loro opposizione alla guerra imminente.

Per molti versi l’avvenimento fu bizzarro. I tre capi di stato viaggiarono, 5060 chilometri (Bush) e 2200 chilometri (Blair e Aznar), per radunarsi intorno ad un tavolo per appena un’ora. Poi apparirono davanti ad una conferenza Stampa internazionale per annunciare un nuovo ultimatum diretto non solo a Saddam Hussein, ma anche alla Francia, Russia, Germania e gli altri stati che hanno opposto la risoluzione del Consiglio di Sicurezza che autorizza un’azione militare contro l’Irak.

Bush concesse 24 ore ai membri del Consiglio di Sicurezza per accettare senza fare discussioni la risoluzione americana ed inglese, e poi Bush terminerá qualsiasi dibattito e autorizzerá il Pentagono a procedere nel bombardamento e ad una totale invasione. A un certo punto, la faccia del presidente americano si contorse quando denunció la Francia per il suo veto previsto, e sembrava preparato ad ordinare un’azione militare contro Parigi cosí come Baghdad.

Questo non fu un vertice per un “esigenza” di una soluzione diplomatica, come la Casa Bianca affermó—senza spiegando, in questo caso, perché il capo diplomatico americano, il Segretario di stato, Colin Powell, restó in Washington. Piuttosto, fu un tentativo di accertarsi assolutamente che nessun ostacolo diplomatico avrebbe avuto successo nel deviare l’amministrazione di Bush dal suo tanto ardente desiderio di guerra.

Petrolio, Soldi, ed Imbrogli

Blair dichiaró, nelle sue osservazioni alla conferenza stampa subito dopo il vertice, che gli occupanti inglesi ed americani saranno devoti ad “usare le risorse dell’Irak per il beneficio dei proprietari, il popolo iracheno.” Questo fu un tentativo di contrabattere le convinzioni diffuse—e completamente corrette—che il grande scopo di questa invasione condotta dagli Stati Uniti e di prendere controllo della reserva irachena di petrolio, la seconda riserva piú vasta del mondo.

La riassicurazione di Blair fu ancora piú ridicola dopo una settimana di dibattiti aperti della stampa americana e inglese sull’importanza basilare del controllo delle risorse di petrolio iracheno nel periodo di dopo guerra. Rapporti pubblicati notano che le forze militari inglesi inviate a Kuwait da Blair hanno la missione di ottenere i campi petroliferi del sud dell’Irak, estesi nella Rumaila, vicino ai confini dell’Irak e Kuwait.

La Turchia ha ostacolato nel disporre del loro suolo alle truppe militari americane, in parte per una intensa opposizione pubblica, ma anche per dei piani militari turchi di impossessarsi di Kirkuk, il centro dei campi petroliferi situati nel nord dell’Irak che hanno un terzo delle riserve della nazione, e per prevenire i tentativi dei Curdi iracheni nel catturare la cittá e farne la capitale di una Kurdistan autonoma ed indipendente. L’amministrazione di Bush ora ha in piano di trasportare mediante ponte aereo le truppe americane in Kirkuk e bloccare la predominanza dei Turchi e dei Curdi.

E, come di solito con l’amministrazione di Bush, un guadagno finanziario personale opportunamente collega con i piani per una conquista militare. Pochi giorni prima del vertice, il giornale inglese, il Guardian, riveló che il vice presidente Richard Cheney continua a ricevere pagamenti, stimati tra 500,000 e 600,000 dollari annualmente, dalla Hallinburton, una societá di servizi petroliferi che lui fu dirigente prima della campagna elettorale del 2000. Dopo questa guerra, Halliburton é una delle tre enormi societá americane che le é dato privilegio delle offerte di contratti per riabilitare i campi petroliferi d’Irak sotto la gestione americana.

É una certa codardia e corruzione della Media americana nel non aver riportato in un singolo notevole giornale le conclusioni del Guardian. Neppure hanno fatto domande a Cheney delle sue finanze personali durante le interviste di domenica nella trasmissione “Meet the Press” sul canale NBC e nella trasmissione “Face the Nation” sul canale CBS.

Ripetutamente Bush dichiaró che il principale scopo di una azione militare contro l’Irak é di difendere il mondo dalla presunta minaccia delle armi irachene di massima distruzione. Gl’imbrogli dell’amministrazione su questo argomento furono stati piú volte rivelati, e piú recentemente in un articolo che apparve nel Washington Post proprio il giorno del vertice.

Il reporter del Washington Post che scrive sulla sicurezza nazionale, Walter Pincus—un ex-informatore della CIA e ben introdotto nell’Agenzia segreta—citó le fonti della CIA ammettendo, come se fosse ovvio, che il governo americano non ha alcuna evidenza che l’Irak possegga armi chimiche, biologiche e nucleari.

Pincus riportó: “Le preoccupazioni tra alcuni membri dei servizi segreti che funzionari dell’amministrazione hanno esagerato i motivi nel desiderio di convincere il pubblico americano ed i governi esteri che l’Irak stia violando le proibizioni dell’ONU contro le armi chimiche, biologiche e nucleari ed i missili a lunga gittata.” Aggiunse: “Un alto analista dell’intelligenza ha spiegato che le difficoltá affrontate dagli ispettori nel localizzare i depositi di armi é perché infatti non ci sono tante di queste riserve d’armi.”

Pincus continua: “I funzionari dell’amministrazione, nel addurre validi argomenti contro l’Irak, ripetutamente dimenticarono di fare menzione di una notevole quantitá della documentata distruzione di armi che ebbe luogo in Irak tra il 1991 e il 1998, quando la precedente commissione dell”ONU aveva squadre d’ispezione in Irak. In quel periodo, sotto la sorveglianza dell’ONU, L’Irak distrusse 817 dei 819 prescritti missili a media gittata, 14 lanciamissili, 9 rimorchi, e 56 luoghi fissi di lancia missili. Furono distrutti anche 73 delle 75 testate chimiche o biologiche e 163 testate per esplosivi convenzionali.”

Una Crisi Di Imperialismo

Il vertice nell’Azzore segue una lunga serie settimanale di sconfitta per la diplomazia Americana. Washington non riuscí a cambiare l’opposizione della Turchia per lo schieramento delle truppe americane, e non ha ancora ottenuto il permesso dal suo alleato per il passaggio degli aerei militari attraverso lo spazio aereo turco. L’equipaggiamento per un’intera divisione corazzata americana galleggia e risiede su navi galleggianti e ferme nel mare aperto della costa mediterranea della Turchia.

All’ONU, le bustarelle e le minaccie degli Stati Uniti non hanno vinto un sostegno significativo dalle 6 nazioni neutrali che hanno i voti chiave nel Consiglio di Sicurezza, piú di tutto il Messico ed il Cile, entrambi completamente dipendenti al mercato americano per le loro esportazioni. L’amministrazione di Bush ha soltanto quasi 4 voti sicuri su 15, lo stesso numero che aveva un mese fà.

La Casa Bianca e i delegati del dipartimento di stato hanno ripetutamente fatto predizioni che si dimostrarono false: che la Germania si avrebbe alla fine conformata; che la Russia avrebbe attribuito i loro interessi con quelli degl’ americani; che la Francia avrebbe contribuito le loro truppe per non lasciarsi sfuggire i bottini di guerra; che una mezza dozzina delle piú piccole nazioni non potrebbero resistere alla pressione americana. Se le strateghe degli stati Uniti non sono capaci di calcolare come i loro specialisti diplomatici, il Pentagono avrà delle sorprese sanguinose e terribili.

L’opposizione ai piani americani di guerra da parte delle potenze europee, come la Francia, Germania, e la Russia, é radicata non in una opposizione di principio alla guerra imperialista e al massacro di civili innocenti, ma al loro riconoscimento che la campagna americana di guerra ha implicazioni che vanno oltre l’interesse dell’Irak. La guerra rappresenta una immensa e pericolosa offerta senza precedenti dagli Stati Uniti per una posizione di una globale egemonia incontestata, una posizione che i loro rivali imperialisti non possono accettare, nonostante la loro attuale inferioritá militare.

L’imperialismo francese poteva avere speranze di una sistemazione con Washington lo scorso autunno, quando la Resolution 1441 fu accettata unanimamente dal Consiglio di Sicurezza. Ma d’allora l’amministrazione di Bush reagí con maggiore intensità e amarezza ad ogni tentativo di una diplomatica risoluzione allo scontro con l’Irak.

Avendo deciso che la conquista e l’occupazione dell’Irak era fondamentale alle sue ambizioni internazionali, l’amministrazione di Bush non é preparata a tollerare la piú lieve opposizione. La fazione dell’estrema destra che salí al potere in Washington mira di porre fine alle restrizioni sulla loro libertá di azione, non solo nella questione del Medio Oriente, ma in ogni questione.

La sua decisissima corsa alla guerra contro l’Irak, malgrado e soprattutto a dispetto del Consiglio di sicurezza dell’ONU, l’amministrazione di Bush sta provocando il collasso dell’intera struttura delle relazioni internazionali assemblata in seguito alla Seconda Guerra Mondiale. S’intraprende un progetto criminale e sanguinoso di cui le conseguenze catastrofiche diventeranno fin troppo chiare nei mesi, anni futuri.

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