La furia razzista nella campagna elettorale italiana

Marc Wells e Marianne Arens
13 febbraio 2018

Questo articolo è stato precedentemente pubblicato in tedesco l’8 febbraio 2018 e in inglese il 9 febbraio 2018

A quattro settimane dalle elezioni, un bagno di sangue ha scosso la città di Macerata. Il 3 febbraio un razzista ha aperto il fuoco su sei giovani, sparando indiscriminatamente mentre guidava contro i passanti di colore.

Tra le vittime, che vengono dal Mali, dalla Nigeria, dal Ghana e dal Gambia, c’è anche una giovane donna. Tutti hanno un’età compresa tra i 21 e i 33 anni. Cinque sono ancora in ospedale, uno è gravemente ferito e ha dovuto subire un intervento chirurgico. Il sicario, Luca Traini (28 anni), ha sparato mancando altri cinque migranti durante la sua furia omicida di sabato mattina. Ha anche sparato al quartier generale del Partito Democratico (PD).

Quando il sindaco si è reso conto che c’era stata una sparatoria, ha bloccato i trasporti pubblici e ha chiesto alla popolazione di restare in casa. Dopo due ore Traini è stato catturato dalla polizia sui gradini del monumento ai caduti e arrestato. Avvolto in una bandiera italiana ha dato il saluto fascista e ha urlato “Viva l’Italia!”

Traini, con un tatuaggio fascista sulla tempia, è conosciuto localmente come un fascista e razzista. Nel suo appartamento, oltre al Mein Kampf di Hitler e ai libri sulla repubblica di Salò di Mussolini, la polizia ha anche trovato una bandiera con la croce celtica, che i neonazisti considerano un simbolo della “supremazia della razza bianca”. L’anno scorso, Traini aveva anche partecipato alle elezioni locali nel vicino villaggio di Corridonia, come candidato della Lega Nord, ma senza ricevere alcun voto.

Il partito separatista partecipa alle elezioni generali il 4 marzo come “Lega”. Il suo nazionalismo e la sfrenata caccia alle streghe degli immigrati ha indubbiamente incoraggiato le allucinazioni fasciste del perpetratore. Ad esempio, per giorni i quotidiani avevano riportato la dichiarazione di un membro della Lega, Attilio Fontana, che aveva affermato che la cosa più importante ora fosse di “fare delle scelte: decidere se la nostra etnia, la nostra razza bianca, la nostra società deve continuare a esistere o la nostra società deve essere cancellata” dall’ondata migratoria.

Traini ha giustificato la sua azione citando il recente omicidio di Pamela Mastropietro a Macerata, il cui corpo è stato ritrovato smembrato in due valigie. Scrivendo sul sospettato, uno spacciatore nigeriano, il leader e candidato premier della Lega Matteo Salvini aveva detto: “Cosa ci faceva ancora questo VERME in Italia? Non scappava dalla guerra, la guerra ce l’ha portata in Italia. La sinistra ha le mani sporche di sangue. Espulsioni, espulsioni, controlli e ancora espulsioni!”

Dopo l’azione omicida di Traini, Salvini ha rilasciato un’altra dichiarazione, in cui senza troppo entusiasmo ha condannato la sparatoria, e ha scaricato la responsabilità su una politica di immigrazione indulgente: “La violenza è sempre da condannare. Ho però il dovere di dire agli italiani COME evitare i fatti come quelli di Macerata. Un esempio? Rimpatriando i clandestini”.

Alle elezioni la Lega è in un’alleanza di destra con Forza Italia di Silvio Berlusconi e con i fascisti di Fratelli d’Italia. Sperano di rimpiazzare il PD al potere con un misto di incitamento alla destra e fantasiose promesse elettorali. A quasi il 38 per cento nei sondaggi sono attualmente 10 punti in vantaggio rispetto alla coalizione governativa (28 per cento).

Anche Berlusconi sta facendo un uso mirato della demagogia di destra. Domenica sera al TG5 ha definito l’autore del reato come un matto e ha duramente accusato tutti i rifugiati di essere “una bomba sociale pronta ad esplodere”. Secondo Berlusconi, in Italia ci sono 600.000 immigrati irregolari che presumibilmente vivono di espedienti o di reati.

Per quanto riguarda il terzo partito più importante, il MoVimento 5 Stelle (M5S) di Beppe Grillo, il suo candidato premier Luigi Di Maio ha ripreso lo slogan della “bomba sociale” e ha accusato Berlusconi, insieme a Renzi, di essere responsabili per l’immigrazione di massa in Italia. Per mesi, i “Grillini” si sono attestati a circa il 27 per cento nei sondaggi, rendendosi il partito singolo più forte.

La politica del M5S è di destra, nazionalista e xenofoba, tanto quanto quella degli altri partiti. Nell’Unione Europea (UE) si trova nello stesso gruppo politico dell’estrema destra come Alternativa per la Germania (AfD), i Democratici Svedesi e l’UKIP britannico, e ha anche fascisti dichiarati tra i suoi membri di spicco, come il padre di Alessandro Di Battista, che ha enfatizzato davanti alla telecamera, “di destra proprio no. Io sono fascista”.

Nella campagna elettorale, il M5S ha beneficiato di essere l’unico partito importante che non è mai stato al governo. Le altre due importanti coalizioni politiche sono associate da anni con le politiche di destra delle banche e dell’UE. Mentre Berlusconi è sinonimo di spudorato arricchimento personale, il PD ristruttura le finanze pubbliche a spese della classe lavoratrice.

In una dichiarazione ufficiale sul sanguinoso crimine di Macerata, Gentiloni non ha detto una parola sugli aspetti razzisti del crimine, ma ha sottolineato la sua fiducia nella magistratura e che “confido nel senso di responsabilità di tutte le forze politiche”. Ha concluso la sua dichiarazione con un appello nazionalista, “l’odio e la violenza non riusciranno a dividerci. Il popolo italiano saprà stringersi intorno alle istituzioni e ai comuni valori della Repubblica”.

Come partito di governo, il PD ha praticato a lungo ciò che la destra richiede: l’attacco sistematico ai migranti africani. Con l’aiuto attivo dell’UE, il primo ministro Paolo Gentiloni e il suo ministro degli Interni Marco Minniti hanno firmato uno sporco accordo con la guardia costiera libica. Finanziano islamisti e contrabbandieri libici nel Mediterraneo per tenere i migranti fuori dall’Europa. Accettano consapevolmente il fatto che le persone non solo annegano, ma periscono anche nei campi di tortura libici.

Nell’ospedale, una delle vittime di Traini, Wilson Kofi dal Ghana, ha raccontato la sua odissea di guerra, fuga ed espulsione. Era arrivato in Italia su una scialuppa, dicendo: “Sono arrivato in Italia dalla Libia sopra un gommone. In Libia sono rimasto un anno e 5 mesi. La mia esperienza lì è stata terribile. Ho visto tante cose brutte, persone uccise e vendute, soprattutto gente di colore. Lì le persone sono trattate come animali”.

L’Italia è in una crisi sociale devastante. Chiunque abbia vent’anni oggi non ha visto altro che declino sociale nella propria vita. Ufficialmente la disoccupazione giovanile è quasi al 35 per cento ma in realtà è molto più alta, specialmente al sud. Nuove misure di austerità e “riforme” come il “Jobs Act” di Renzi, le riforme pensionistiche, le riforme sanitarie o la “Buona Scuola” hanno spinto centinaia di migliaia di ragazzi a lasciare il paese.

Tutti i partiti, dai fascisti dichiarati al PD, stanno rispondendo alla crisi sociale incitando xenofobia e razzismo per scaricare la rabbia e l’indignazione sociale sui più vulnerabili, i rifugiati e i migranti. Questo è il meccanismo sporco della campagna elettorale italiana.